Acquisizioni e cessioni: a Montalcino è “febbre” da Brunello

A Montalcino è “febbre da Brunello”: le quotazioni dello sfuso continuano a salire toccando vette che arrivano a 1.000 euro al quintale, mentre, per acquisire un ettaro di terreno vitato a Brunello, è possibile dover “sborsare” addirittura 500.000 euro. Questo, in estrema sintesi, l’“health check” tra i filari del Brunello di Montalcino fotografato da WineNews, uno dei siti più cliccati dagli amanti del buon bere. “Il caso delle vendemmia 2010 – ha raccontato il presidente del Consorzio del Brunello, Fabrizio Bindocci, a WineNews – ancora una volta, è emblematico. Il successo di questa annata ha portato ad un sostanziale “tutto esaurito” nelle nostre cantine, al punto che, praticamente, non c’è più una bottiglia di 2010”. Anche sul fronte delle compravendite, sembra che le cose per Montalcino ed il suo territorio vadano bene. Notizia di pochi giorni fa è l’acquisizione, da parte del Gruppo ColleMassari di Claudio Tipa, già proprietario a Montalcino della cantina Poggio di Sotto, di La Velona, una delle realtà più prestigiose del territorio, con 12 ettari di vigneto, di cui 7 a Brunello, acquistata da Eugenio Buontempo. Un affare stimato sui 6 milioni di euro. E, dai rumors di WineNews, altre compravendite starebbero per concretizzarsi, come l’acquisto di un ulteriore ettaro di vigna a Brunello da parte di Mastrojanni del Gruppo Illy, guidato da Riccardo Illy, vicino a Podere Le Ripi del fratello Francesco Illy, e quello di 30 ettari di terreno, di cui 1,5 vitato a Brunello, da parte di Elisabetta Gnudi, proprietaria di Caparzo e Altesino (90 ettari di vigneto complessivi a Montalcino, di cui 9 a Brunello), sfruttando il diritto di prelazione sui terreni confinanti. Mentre Francesco Leanza, proprietario della cantina Salicutti, pur rimanendo nel management dell’azienda, ha ceduto la sua proprietà in terra di Brunello ad un imprenditore tedesco. Questa la fotografia agli inizi del 2016, anno che sembra promettere bene per Montalcino.