Il Natale nel territorio del Brunello, tra arte, senso di comunità e tradizioni autentiche (di Maddalena Sanfilippo)

Nel Vangelo di Matteo si narra che dei “magi”, sacerdoti di un’antica religione d’oriente, guidati da una stella, giunsero a Betlemme per onorare Gesù Bambino, portandogli in dono oro, incenso e mirra. Nella più tarda tradizione agiografica, forse per il numero dei doni, si parlò di tre magi che furono detti “re”: i loro nomi, noti come Gaspare, Melchiorre e Baldassarre, sono invece attribuiti a una tradizione attestata a partire dal VI secolo. L’arrivo dei Magi a Betlemme si commemora ogni anno il 6 gennaio nel giorno detto dell’“Epifania”. Il termine “Epifania”, di derivazione greca, indicava nella religione pagana le azioni attraverso le quali le divinità si manifestavano; nel mondo cristiano passò a designare la celebrazione delle principali manifestazioni della divinità di Gesù Cristo, indicando poi nella Chiesa occidentale e nella tradizione popolare solo l’arrivo e l’adorazione dei Magi presso Betlemme. Nella storia dell’arte cristiana il soggetto è uno dei più rappresentati nell’iconografia cristologica: da Duccio di Buoninsegna a Benozzo Gozzoli, da Giotto a Gentile da Fabriano, riproduzioni di dipinti raffiguranti l’Adorazione dei Magi accompagnano il periodo che precede il Natale in biglietti, foto e video di auguri, tanto che ciascuno di noi, in modo a tratti inconsapevole, attraverso queste immagini, acquisisce familiarità con l’arte e con ciò che essa rappresenta, ovvero un episodio cruciale della storia della Cristianità. Una delle raffigurazioni più celebri del viaggio e dell’arrivo dei Magi a Betlemme è la pala oggi conservata agli Uffizi commissionata da Palla Strozzi, l’uomo più ricco di Firenze negli anni Venti del Quattrocento, a Gentile da Fabriano. Tra i maggiori esponenti del tardo gotico, Gentile assecondò il gusto sfarzoso del committente e “profuse nel dipinto tutte le proprie esperienze di lussuoso, squisito addobbatore e di appassionato naturalista … vi rilucono gli ori a sbalzo dei finimenti, delle cinture, degli speroni. Le stoffe ricchissime fanno da splendida réclame alla produzione tessile fiorentina … (L. Bellosi)”.
A Montalcino troviamo una tela raffigurante questo stesso soggetto nella sacrestia della chiesa del Corpus Domini, attualmente sede storica del Quartiere Ruga. Attribuita a un pittore del XVII secolo di cui si ignora l’identità, il dipinto è incorniciato da una pregevole cornice nera e oro in stile senese. Lo spazio si sviluppa in orizzontale dando luogo a una composizione popolata di personaggi dove si riconoscono angeli, pastori, offerenti, soldati di scorta, i tre Magi appunto e la Sacra Famiglia, che si stagliano in un paesaggio notturno illuminato dalla stella cometa, mentre rovine e architetture classicheggianti chiudono la scena. Sulla sinistra, accanto ai Magi, due fanciulli nobilmente abbigliati, i cui volti traspaiono la volontà ritrattistica del pittore, fano pensare a un collegamento con la committenza dell’opera. Nel periodo natalizio una riproduzione della tela – restaurata nel 2011 con il contributo del Consorzio del Brunello – si può ammirare all’esterno della chiesa del Corpus Domini; il Quartiere Ruga, nell’impossibilità di svolgere attività sociale e di aprire ai quartieranti e non solo le porte delle proprie sedi, fa così gli auguri di Buon Natale, portando fuori alla portata di tutti la riproduzione di uno dei tesori che custodisce con cura. Auguri a tutti voi.