L’unione fa la forza ed è il motore principale per raggiungere i risultati più importanti. Le Cantine Leonardo da Vinci sono un esempio importante in tal senso, una realtà che è cresciuta anno dopo anno e fedele alla filosofia che il vino è l’arte del vivere, espressione di passione e terra, frutto dell’ingegno e dell’operare. Concetti unici ma portati avanti in modo corale, uno dei tratti salienti delle cooperative di successo. La storia di Cantine Leonardo da Vinci inizia nei primi anni ’60 quando, nel cuore del Comune di Vinci, non lontano dalla casa natale di Leonardo e dal suo museo, un piccolo gruppo di agricoltori illuminati, unisce le forze per produrre (e vendere) il prodotto più importante della loro terra, il vino Chianti e il Trebbiano. Grazie ai primi soci nascono le Cantine Leonardo da Vinci (cooperativa agricola). Passano pochi anni, siamo al 1970, e il progetto si allarga crescendo in fascino ed importanza: viene fondata a Montalcino, infatti, la prima e unica cooperativa agricola per la produzione di Brunello.

Il cammino delle due cantine a metà degli anni ’90 si intreccia, il percorso non è più singolo, gli intenti del buon fare e la volontà di amalgama diventano sempre più forti e dopo sette anni di “fidanzamento” si completa la fusione, il “merger” avviene nel 2005. Ed è così che grazie alla passione ed a una forte spinta imprenditoriale la Cantina di Montalcino viene incorporata da Cantine Leonardo da Vinci formando una piccola holding con tre rami d’azienda: Cantine Leonardo da Vinci, Fattoria Montalbano, Cantina di Montalcino. La vecchia struttura originale fu demolita e interamente ricostruita a favore di un progetto moderno e sostenibile, in armonia con lo splendido paesaggio circostante e con la consapevolezza di dover rendere onore ad un prodotto di eccellenza, pieno di storia e tradizione. La nuova cantina, a pochi centinaia di metri dal centro storico di Montalcino, è immersa nel verde, gli ulivi e i vigneti impreziosiscono una struttura “atterrata” tra le colline di Montalcino, che si estende sia in superficie che sottoterra (oltre il 50% della cantina è interrata per consentire un più facile controllo della temperatura ed un risparmio energetico), disegnata con linee essenziali, spazi di grande impatto e vetrate a vista sui vigneti. La caratteristica copertura riprende il naturale movimento delle colline senesi. La cantina dal 2014 fa parte del TWA (Toscana Wine Architecture) un circuito di 14 cantine di eccellenza e di design, firmate da importanti maestri dell’architettura contemporanea.

Da oltre 40 anni Cantina di Montalcino è l’unica realtà cooperativa vitivinicola della zona e conta, come soci, circa 100 piccole aziende agricole con 160 ettari di vigneti dove si produce prevalentemente Sangiovese, il vitigno simbolo di Montalcino. Le aziende consociate sono in parte nel territorio di Montalcino e in parte provenienti dalla zona della Maremma. La produzione annua, variabile a seconda delle annate, si attesta intorno alle 200.000 bottiglie tra Rosso di Montalcino, Brunello e Riserva (solo nelle annate migliori) oltre una piccola quantità di Igt, sfusi e olio extravergine di oliva. Buona parte della produzione del Brunello è oggi destinata al mercato americano ma l’export fa registrare un forte interesse anche da parte dell’Europa e dell’Asia. La cooperativa sta puntando molto sull’accoglienza, la cantina ospita infatti eventi, degustazioni, incontri, visite guidate. La mission è chiara: consolidare il distretto di trasformazione e produttivo a favore dei soci, in un mercato altamente competitivo e di qualità. I soci sono la risorsa principale grazie al loro forte legame con il territorio che viene tramandato di padre in figlio così come la tradizione e la componente manuale che si traduce nell’arte della coltivazione e della cura del Sangiovese. Un rito che si rinnova quotidianamente nelle 94 piccole aziende agricole di loro proprietà. I vigneti dei produttori di Brunello, mediamente di un paio di ettari ciascuno, si trovano in tutti e quattro i quadranti del Comune di Montalcino, ognuno dei quali presenta sfumature diverse, ciò riesce a garantire la migliore qualità e scelta per ogni annata.

“Per noi Montalcino è un asset aziendale dal grande valore – spiega Lorenzo Melani, presidente di Cantine Leonardo da Vinci – io sono un architetto e mi sono innamorato della nostra cantina anche se non l’ho costruita io! Credo molto nel vino di Montalcino, il Brunello è il principe delle vigne, noi vogliamo mantenere l’eccellenza e la storia di questo prodotto. I soci sono la nostra ricchezza, lavoriamo per trasformare il loro prodotto in qualcosa di altamente competitivo e di qualità. Per il futuro le parole chiavi sono sostenibilità, attenzione all’ambiente e qualità. I nostri soci hanno un grande merito, ci danno fiducia, credono in quello che fanno e in ciò che proponi, sono un valore aggiunto insieme al lavoro dei dipendenti”.


