Biodiversità, modernità e tradizione: Casa Raia, la naturale bellezza del Brunello

Mentalità aperta e dinamica, sguardo sempre sul futuro ma con una certezza granitica che viene dalla storia: il vino si fa in vigna. Alle pendici della parte antica di Montalcino c’è una piccola azienda ma dalle grandi ambizioni. Il suo nome è Casa Raia ed è un’altra espressione vincente di un panorama produttivo che, partendo dal rispetto del territorio e della natura, trova nella varietà e nella ricchezza di idee una risorsa straordinaria. Casa Raia ha una storia molto particolare: un segno del destino pare aver portato qui Ludmilla Temertey durante le sue ricerche di una casa in Toscana. L’incontro fortuito con un eremita l’aiutò a trovare il posto dei suoi sogni riportandola di nuovo a Montalcino che aveva visitato per la prima volta nel 1978. Nel 1997 venne ristrutturata l’antica fattoria Scarnacuoia per poi essere ribattezzata Casa Raia in onore della matriarca della famiglia Raissa Temertey.

Oggi al centro della produzione c’è Pierre-Jean Monnoyer, originario del sud della Francia (la mamma è della Corsica e il papà della Borgogna) che con Kalyna Temertey-Canta ha dato vita ad un piccolo ed invidiabile gioiello. Dopo aver girato il mondo,  Pierre-Jean ha trovato casa a Montalcino, ha imparato il mestiere da Cupano e poi con personalità ha deciso di intraprendere la sua strada. “Scarnacuoia è una zona storica che ha visto nascere il Brunello di Montalcino grazie a Biondi Santi – dice Pierre-Jean Monnoyer – abbiamo un ettaro di vigneto a Brunello”.

Ci sono anche sette ettari di bosco e circa 1.000 olivi. La potatura viene effettuata seguendo i cicli lunari, questa si svolge infatti nei 14 giorni durante i quali la luna è nella fase calante. Casa Raia si estende su 4,5 ettari vitati coi vigneti più antichi (compreso quello di Brunello) che risalgono a 44 anni fa. Grande attenzione all’equilibrio naturale dell’ecosistema; in autunno infatti il suolo è lavorato in maniera poco invasiva e seminato con varietà di piante e fiori biologici che provvedono al naturale nutrimento del terreno. Nel 2006 Kalyna Temertey Canta (la figlia di Ludmilla) e Pierre Jean Monnoyer hanno ripristinato i vecchi vigneti, Casa Raia produce vini certificati biologici, senza alcuna filtrazione al momento dell’imbottigliamento e dal grande equilibrio naturale. I vigneti sono a 365 metri slm, i terreni vengono lavorati rigorosamente a mano e il metodo di potatura prevede il cordone speronato ed il doppio cordone.

La vinificazione avviene in botti di acciaio inox e rovere francese e la fermentazione è naturale, senza l’aggiunta di lieviti. Qui la biodiversità è una parola che ha un grande valore, pesticidi ed erbicidi sono parole vietate a Casa Raia. “Mantenere la biodiversità del posto è fondamentale – sottolinea Pierre-Jean Monnoyer – il territorio deve avere vita”. La produzione si attesta intorno alle 4.000 bottiglie di Brunello di Montalcino e le 5.000/6.000 di Igt, l’export va per la maggiore con gli Stati Uniti primo Paese di riferimento ma il vino di Casa Raia vanta molti estimatori tra i ristoranti italiani, in Svizzera e in Nord Europa. “Mi piacerebbe poter aumentare gli ettari di vigneto” spiega Pierre-Jean quando si parla del futuro. Parola di chi i sogni li ha realizzati colorandoli di verde, come la natura dalla bellezza unica che circonda Montalcino.