“Montalcino per Bulgheroni ha un valore estremamente importante. In primis dal punto di vista economico, perché è un investimento destinato a rivalutarsi. Ma soprattutto ha un valore di prestigio, è una denominazione che ben si abbina a tutte le altre acquisizioni precedenti. È il gioiello che si incastona perfettamente nell’anello che già esisteva”. Stefano Capurso, direttore generale del gruppo vitivinicolo italiano di Alejandro Bulgheroni, racconta il motivo che ha spinto il petroliere argentino nella terra del Brunello, con l’acquisto di due tenute, Poggio Landi e Podere Brizio. “Entrambe le acquisizioni arrivarono a distanza di poco tempo. Poggio Landi risale al 2013, contava 37 ettari vitati ma mancava una cantina per vinificare. Per questo, un anno dopo, comprò Podere Brizio. Una realtà completamente differente, sia per dimensioni che per posizione”.
Mentre Poggio Landi riunisce vigneti a Montosoli e a Torrenieri e produce oltre 200.000 bottiglie annue, Podere Brizio è una piccola azienda di 11 ettari (8 a Brunello e 3 a Rosso) che sorge a Tavernelle, nel versante sud di Montalcino. “Una zona diversa soprattutto dal punto di vista climatico, perché è molto più esposta e beneficia delle brezze marine. Ne derivano vini di grande struttura e complessità. La produzione si aggira sulle 30-33.000 bottiglie tra Brunello annata e Riserva e 15-16.000 di Rosso di Montalcino. A differenza di Poggio Landi, dove è in processo un lavoro di parcellizzazione, qui l’obiettivo non è diversificare la gamma ma aumentare il posizionamento dei vini esistenti”. L’export, come a Poggio Landi, incide per il 60%. “Il mercato è di estrema nicchia, operiamo molto per allocazione. Siamo andati a toccare canali molto specializzati e mercati generalmente di minor importanza. Come l’Est, esclusa la Russia, o alcuni piccoli Paesi europei, vedi il Lussemburgo. Essendo molto più piccoli si è cercato di diversificare maggiormente”.
Un altro concetto chiave di Bulgheroni è l’accoglienza. Poggio Landi ha a disposizione un’attività ricettiva con degustazioni e visite guidate, Podere Brizio va anche oltre garantendo il pernottamento in un piccolo hotel con 12 camere di altissimo livello. “Uno strumento di comunicazione che funziona molto bene e aiuta molto il rapporto col consumatore finale”, sottolinea Capurso. E Alejandro Bulgheroni? Quante volte capita a Montalcino? “Un paio di volte all’anno, per puro piacere. Non può essere più presente avendo tantissimi impegni lavorativi, la sua attività principale resta quella petrolifera e dell’energia in generale”. Dopo aver investito 400 milioni di dollari sul vino, con possedimenti che spaziano dall’Argentina alla California fino all’Australia (per un totale di circa 2.000 ettari vitati), sono previste altre acquisizioni? “Il momento attuale non consiglia di intraprendere altri investimenti. Direi che per adesso siamo fermi a guardare l’evoluzione di questa infinita problematica. Ma mai dire mai”.


