Il lavoro è soddisfazione, arte, talento, gratificazione. Ma prima di tutto questo c’è la fatica, ci sono gli sbagli da cui imparare per poi rialzarsi. C’è la voglia di gettare il cuore oltre l’ostacolo e quella determinazione che ogni mattina ti fa alzare con un solo obiettivo in testa: migliorare sempre di più. Situata in località Piancornello, a Sant’Angelo Scalo, nella parte sud del comune di Montalcino che guarda alla costa tirrenica, l’azienda Agostina Pieri ha sempre messo in cima a tutto il lavoro a tutto tondo, inteso come sostanza e cura del dettaglio. Una storia che ha origini ormai lontane grazie ad Alessandro Pieri – il nonno di Francesco e Jacopo Monaci che insieme alla mamma Agostina Pieri oggi sono al timone dell’azienda – che negli anni ’50 acquistò la terra affascinato da quei meravigliosi ulivi, da sempre una risorsa importante per Montalcino. La famiglia, sin dagli inizi, è stata il motore e il cuore di tutto: nel 1991 arriva la svolta legata al vino grazie ad Agostina che con i figli accanto ha costruito, mattone dopo mattone, una realtà solida, sana ma anche curiosa, grazie ad uno spirito aperto alle novità e alla voglia di cambiare per crescere e cercare la sintesi perfetta tra territorio, tradizione e impronta personale.

Oggi l’azienda Agostina Pieri conta 18 ettari complessivi, di cui 11 vitati ma la bellezza, oltre che nelle vigne, risiede anche negli storici olivi, oltre 3.500 in tutto. “Una passione ereditata dal nonno – spiega Francesco Monaci – una volta Montalcino viveva di olio, noi ci crediamo tanto in questo prodotto: negli ultimi periodi l’azienda si è riavvicinata molto al mondo dell’olio”. Nella produzione vitivinicola la crescita è stata enorme. Una volta acquisite le solide basi del mestiere, Francesco (che si occupa di cantina e produzione) e Jacopo (specializzato nella parte agronomica) con la “supervisione” e il supporto sempre presente e prezioso di mamma Agostina, sono andati avanti trovando una propria filosofia e non accontentandosi mai. Ma anche non avendo paura di sperimentare e di guardare alle novità di un universo in continua evoluzione. “Eravamo tutti a digiuno per quanto riguarda il vino – ricorda Francesco Monaci – nonno le uve le vendeva a terzi, abbiamo imparato costruendoci con il tempo le strutture e la nostra identità e, soprattutto, trovando il giusto equilibrio: questo, a mio parere, è l’aspetto più importante. Siamo in continua evoluzione, stiamo lavorando per migliorare ulteriormente i processi di fermentazione con investimenti costanti nella tecnologia. Un altro obiettivo che abbiamo è la valorizzazione del Sant’Antimo”.

Un grande vino si fa in vigna, frase “must” e se vogliamo scontata, ma che qui è stata presa alla lettera con uno studio e un’attenzione meticolosa per il terreno a cui si affianca la progettazione di tini e macchinari ad hoc per cucire un “abito perfetto” in tutte le fasi del processo produttivo.

Oggi, complessivamente, vengono messe sul mercato 50.000/60.000 bottiglie di vino, tra Brunello di Montalcino, Rosso di Montalcino e Sant’Antimo, destinate per circa l’85% all’export dove è in crescita la quota verso nazioni come Giappone ed Inghilterra. Agostina Pieri è un’azienda orgogliosamente a gestione familiare che guarda al futuro con entusiasmo, convinzione ma anche con idee molto chiare: “cosa serve per fare un ottimo Brunello di Montalcino? Dipende tutto dalle uve, non serve altro. Come diceva mio nonno, l’uva si trasforma per conto suo…”. Messaggio ricevuto.


