“Il futuro che racconta il passato”. È lo slogan scelto da Arianna, Niccolò e Luca Fioravanti, terza generazione di una famiglia di San Gimignano che da 14 anni ha allargato i suoi interessi anche a Montalcino. Nonno Luano Niccolai, imprenditore toscano nel ramo dell’industria, dopo aver fondato Il Palagetto a San Gimignano rilevò nel 1996 una tenuta a Castelnuovo dell’Abate, poi ceduta nel 2013 al Gruppo ColleMassari della famiglia Bertarelli. Un anno dopo viene acquistato un podere vicino, Bellarina, 5,5 ettari dei quali 2,6 di vigneti tutti iscritti a Brunello, che guardano il Monte Amiata e sono divisi in due parcelle: la “vigna alta”, che dona un vino corposo, da cui viene prodotta nelle annate eccezionali anche la tipologia Riserva, e la “vigna bassa”, che dà un Brunello elegante e delicato, di grande bevibilità. “La produzione – spiega Arianna Fioravanti – è di circa 6.000 bottiglie all’anno di Brunello, mentre per il Rosso di Montalcino, che otteniamo per declassamento, sono circa 12.000. I mercati di riferimento sono Brasile, Usa e il Nord Europa, l’export vale l’85-90% e con il lockdown è stato difficile, ma ci stiamo riprendendo”.
Arianna, insieme a Niccolò e Luca, rappresentano la terza generazione e sono entrati nel 2014. “I nostri nonni ci hanno tramandato la passione e l’amore per i frutti della terra e grazie a nostro nonno Luano e al tenace lavoro dei nostri genitori, abbiamo mantenuto e sviluppato le nostre aziende realizzando il nostro sogno. Bellarina è la nostra punta di diamante, il prodotto di nicchia dell’azienda, e ne siamo molto orgogliosi”.


