La forza della famiglia, la bellezza della tradizione, la passione che viaggia in direzione dell’obiettivo, quello delle cose fatte per bene. Benvenuti ad Armilla, piccola gemma che splende nel ricco panorama produttivo di Montalcino. Ci troviamo nella zona collinare di Tavernelle, per un’azienda che si identifica completamente con il proprio territorio. Armilla è la storia di una promessa che poi è stata mantenuta, di un sogno e di tanti sacrifici che sono stati ricompensati con merito. Bisogna mettere indietro le lancette del tempo a 40 anni fa per ricostruire l’inizio della storia dell’azienda e precisamente a quando, era il 1980, Silverio Marchetti acquistò 4,5 ettari di terra e una casa abbandonata a Tavernelle. Le potenzialità erano evidenti sin da subito ma occorreva mettersi a lavoro quanto prima. Ma ciò non faceva di certo paura a Silverio che aveva già una certa esperienza alle spalle avendo lavorato per tanti anni in un’azienda vinicola di Montalcino. Lui, insieme alla moglie Ofelia Perugini, decise di ristrutturare la casa per poi lì trasferirsi nel 1982. Chi ama il lavoro, la terra e la natura non sta certo a contare i mesi che mancano alla pensione. Anzi, Silverio e Ofelia decisero di rimettersi in gioco piantando i primi ettari di vigneto, costruendo la piccola cantina e vendendo il vino. Quel fazzoletto di terra acquistato pochi anni prima aveva iniziato a dare i propri frutti. Il 1995 è un altro anno da ricordare: è quello che segna il primo Brunello di Montalcino prodotto. E qui inizia un’altra avventura.

La famiglia si stringe intorno a questo bel progetto e diventa parte attiva della crescita di Armilla (nata di fatto nel 1997) grazie alle figlie Ilaria e Fiorella e poi ai nipoti Nicola e Giacomo che si sono innamorati della vita di campagna sin da giovanissimi. Rimane un grande rammarico, Silverio se ne è andato nel 1997 e non ha potuto assistere alla vendita della prima bottiglia del suo Brunello. Ma il suo impegno è stato portato avanti dalla moglie, è Ofelia a guidare l’azienda, insieme a figli e nipoti. “Nel 1982 – spiega Ofelia Perugini – il progetto mio e di mio marito si realizza: piantiamo il nostro primo ettaro di sangiovese a Brunello. Negli anni questa passione l’abbiamo trasferita ai nostri nipoti, Nicola e Giacomo, che oggi con grande propensione portano avanti la nostra piccola ma per noi preziosa azienda”. La forza dei legami qui è una costante: non a caso Armilla è ripreso dal nome di un bracciale d’oro che così veniva chiamato nell’antica Roma, un oggetto regalato per meriti conquistati sul campo. Ma la scelta del nome ha anche un altro significato, perché a Tavernelle il cerchio non si chiude e quella promessa mantenuta va avanti con fierezza e con gli stessi valori di sempre: “l’armilla è il simbolo della continuità: da Silverio a Ofelia, da Silverio alle sue figlie, da Silverio ai suoi nipoti”. Oggi dai 2,80 ettari di vigneto, tutti iscritti a Brunello, nasce una produzione di circa 10.000 bottiglie di Brunello di Montalcino e 4.000-4.500 di Rosso (la cui prima annata prodotta è del 2004) con uno stile rispettoso e fedele della tradizione di Montalcino. L’export tocca quota 75% e 12 Paesi con Stati Uniti e Canada che sono i partner principali.

Armilla ha anche una piccola parte a bosco e oliveto oltre ad interessanti progetti per il futuro. La vecchia rimessa, accanto all’azienda, nelle intenzioni della proprietà verrà riconvertita in sala degustazioni e si doterà anche di qualche camera per rendere l’accoglienza ancora più ricca di comfort. Una piccola “boutique” dalla grande bellezza: sì, la promessa è stata mantenuta alla grande. E la storia, rigorosamente familiare, continua…


