Un tempo ospitava i frati benedettini, adesso accoglie i turisti del mondo: la storia di Quercecchio

Quello che un tempo era un convento di frati benedettini adesso accoglie enoappassionati da tutto il mondo, vogliosi di degustare del buon vino e conoscere le bellezze di Montalcino e della Val d’Orcia. Quercecchio, oggi apprezzata realtà di Brunello, è stata per tre secoli (dalla fine del XIV secolo alla fine del XVII secolo) una grancia del Monastero di Monte Oliveto Maggiore. “La struttura portante del convento dove vivevano i frati è diventato un agriturismo, due simboli dell’Ordine dei Frati Benedettini sono tutt’ora visibili all’ingresso e sul soffitto di due appartamenti”, spiega Matteo Benvenuti, che gestisce l’accoglienza di Quercecchio da 17 anni, da quando cioè è nata la struttura ricettiva per accogliere i clienti direttamente in azienda. Benvenuti è il nipote di Maria Grazia Salvioni, che rappresenta la quinta generazione della famiglia Salvioni (che acquisì l’azienda nella seconda metà dell’Ottocento) ed è proprietaria dal 1965. La prima annata di Brunello di Montalcino è arrivata invece nel 1981.

Oggi Quercecchio di estende su 150 ettari sul versante sud di Montalcino, tra boschi, seminativi (in gran parte grano), 10 ettari di oliveti (tra cui spiccano 15 piante secolari) e 15,5 ettari di vigneti, dei quali 8,5 iscritti a Brunello, 2,5 a Rosso di Montalcino e la restante parte a Merlot e Sirah che danno vita ad un Igt Toscana. La produzione annua è di circa 22.000 bottiglie di Rosso di Montalcino e 43.000 bottiglie di Brunello; nelle annate migliori (come la 2010, la 2012 e la 2015) c’è anche la Riserva.

L’enoturismo è uno dei punti di forza dell’azienda. Accoglienza e fidelizzazione del cliente sono al centro di un’offerta che, dopo una nuova location ristrutturata lo scorso anno, vanta quasi 40 posti letto. Il risultato si può vedere nelle vendite di Brunello: l’export vale l’80% e i principali mercati – Danimarca, Germania, Olanda, Usa e Canada – sono grossomodo anche le nazionalità dei turisti che pernottano a Quercecchio. “Il mercato olandese – dice Matteo – lo abbiamo attivato proprio grazie a un ospite dell’agriturismo che lavorava nel settore. Ha conosciuto i nostri prodotti ed è diventato nostro cliente”. Quanto al Covid-19, “siamo ripartiti in totale sicurezza, cercando di recuperare delle prenotazioni precedentemente cancellate. Abbiamo qualche richiesta interna, qualcosa si sta muovendo. Abbiamo perso la Pasqua, ma speriamo di recuperare con l’Eroica (la manifestazione cicloturistica in programma il 30 agosto, ndr). È dura, ma ci riprenderemo. Montalcino è una meta sicura, e il suo territorio e le sue bellezze sono un fiore all’occhiello”.