Nella zona ovest di Montalcino sorge la più piccola azienda di Brunello. Un primato, quello di Scopeto del Cavalli, che è anche la sua fortuna, perché la produzione, poco più di 1.000 bottiglie all’anno, consente una selezione meticolosissima che contribuisce ad un alto livello qualitativo del vino. La proprietaria è Beatrice Mathews, inglese di origini spagnole arrivata a Montalcino all’inizio degli anni ’70. Suo marito, il pittore francese Yoran Cazac, cercava un luogo dove stabilirsi. “Bisogna andare a Montalcino perché è l’ombelico della Toscana”, disse un suo collega, e Montalcino fu. Scelsero un vecchio casolare a Camigliano. “Era bellissimo – ricorda Beatrice – ma non fu semplice. Non c’era il riscaldamento e Montalcino sembrava il Medioevo con tante botteghe, calzolai, forni…”.
Il 1984 è il momento dell’acquisto dell’attuale podere, Scopeto del Cavalli. “In molti pensano che si chiami così perché mia figlia quando era piccola aveva dei cavalli. In realtà deriva dal precedente proprietario, un certo signor Cavalli”, racconta Mathews. Il terreno era ed è tutt’ora composto da terrazze con filari qua e là, non c’è un vigneto unico. “C’era una piccola cantina con una grossa botte di legno e si produceva già il vino. Abbiamo continuato a farlo ma, inizialmente, solo per consumo personale”. In mezzo alla vigna olivi ed alberi da frutto crescono a fianco di fiori selvatici stagionali. “Credo molto nella simbiosi tra olivi e viti”, continua Beatrice, che utilizza tecniche di permacultura e biodinamica per sostenere la biodiversità ed è stata la prima ad aver ottenuto la certificazione biologica a Montalcino, a inizio anni ’90. “Tutto questo contribuisce al sapore di quello che sarà il vino”, spiega la proprietaria del podere.
Un vino che è il prodotto di una grandissima attenzione durante la vendemmia. “I grappoli vengono scelti uno ad uno e questa selezione severa consente di avere un vino di alta qualità anche in annate più difficili”. Per via della produzione limitata non è presente una cantina di vinificazione. La fermentazione, l’invecchiamento, l’imbottigliamento e l’etichettatura avvengono in un’altra azienda, Cupano, gestita da amici di vecchia data. Le bottiglie poi tornano a Scopeto del Cavalli dove sono conservate in una piccola cantina di stoccaggio. “A malapena riesco a tenermi qualche bottiglia per me”, scherza Beatrice. La prima annata di Brunello prodotta è stata la 2008. Il disegno di ogni etichetta riprende il quadro di suo marito, opera che domina anche la home page del sito ufficiale.



