Una storia di famiglia che prosegue facendo tesoro del passato ma con tante ambizioni per il futuro. Perché bisogna sempre guardare avanti, stare al passo coi tempi e non perdere la bussola di un mercato in continuo mutamento. L’azienda Villa i Cipressi nasce nella metà degli anni ’70 quando Hubert Ciacci decise di allargare la piccola attività di apicoltura del padre. La crescita è stata costante grazie anche all’aiuto dei figli Dario e Federico che hanno contribuito a costruire una realtà fatta di attenzione, passione e personalità nel lavoro di tutti i giorni. “Prima del mio babbo ha iniziato il nonno. Erano altri tempi, il miele veniva spesso e volentieri regalato. Ma il prodotto era eccellente così decisi di avviare un’attività imprenditoriale. Le api sono importanti, garantiscono la vita, sono fondamentali per mantenere l’equilibrio dell’ecosistema e anche la produzione di vino ne trae beneficio”. La svolta è arrivata nella metà degli anni ’90 quando sono stati piantati i vigneti, il primo Brunello firmato da Villa i Cipressi è del 2000. Sono 3,5 gli ettari (tutti vitati a Sangiovese grosso) custoditi dalla famiglia Ciacci con le vigne situate sia nella parte sud del territorio comunale, nella zona di Castelnuovo dell’Abate, sia nella zona boscosa delle pendici della collina che guarda a nord-ovest.

“Produciamo circa 20.000 bottiglie di Brunello e 10.000 di Rosso di Montalcino – spiega Hubert Ciacci – per il 98% lo vendiamo all’estero: Usa, Canada, Brasile, Giappone, Corea ed Europa sono i mercati più importanti per noi”. Anche Villa i Cipressi è un altro esempio di valorizzazione delle biodiversità di Montalcino. Non solo vino perché insieme al prelibato miele, alla pappa reale, c’è anche l’olio con 20 ettari di terreno in affitto da dove nasce l’inconfondibile “oro verde”. Una passione per la natura sfociata anche in altri progetti. “Siamo autonomi dal punto di vista energetico – ricorda Hubert Ciacci – ho installato dei pannelli fotovoltaici “invisibili” che non creano impatto alla vista e che ci permettono di azzerare l’inquinamento e di essere autosufficienti”. La filosofia “green” ha abbracciato anche il vino. “Siamo passati al biologico, il Rosso di Montalcino lo è già, dal 2016 usciremo anche con il Brunello. Il nostro sistema di coltivazione non è solo rivolto al completo abbandono dei prodotti chimici di sintesi, ma ad una gestione particolare della vigna, delle api e degli olivi che promuova lo sviluppo della biodiversità e della fertilità dei suoli”. Numerosi investimenti sono già stati portati avanti e non mancano le idee per il futuro. “Nel 2015 abbiamo realizzato la nuova cantina sottoterra – conclude Ciacci – pensiamo nei prossimi anni di fare anche un agriturismo”. Una cantina solare che è un piccolo gioiello di colori e sfumature. E la storia continua…


