Come si può spiegare un gesto d’amore? Bella e difficile domanda. Ma l’unico modo per trovare una risposta è guardare dentro al proprio cuore e lasciarsi guidare dall’istinto, dal coraggio, dalla voglia di affrontare e di vincere nuove sfide. Elena Pellegrini lo ha fatto, scegliendo Montalcino al posto di una carriera internazionale nella finanza ormai decollata. Perché poi, quando si guarda questi vigneti che sembrano giardini, un’uva straordinaria, gli oliveti, il panorama mozzafiato, l’America è qui, a casa. E continuare a scrivere una storia di successo, mettendoci del proprio, non ha eguali. Cerbaia è una piccola azienda a conduzione familiare ma con grandi ambizioni. Perché ci sono competenze, una struttura snella ma solida, un background vincente e una mentalità che unisce tradizione e modernità. Classe 1982, Elena Pellegrini nel 2014 ha deciso di tornare a Montalcino per guidare l’azienda. Nata e cresciuta a Roma, ma con una famiglia al 100% montalcinese, la sua storia è molto bella da ascoltare. La “novelle vague” di Montalcino è forte, il futuro promette molto bene. “Ad un certo punto – spiega Elena Pellegrini – dovevo scegliere se andare in America per lavoro o seguire l’azienda di famiglia. Ma il legame che ho con Montalcino mi ha spinto a rimanere ed a buttarmi in questa avventura”. I ricordi di quando da ragazzina veniva a trovare i nonni, di quelle estati calde in cui aiutava nella vendemmia e scopriva questo mondo straordinario, alla fine hanno vinto. L’azienda Cerbaia conta 12 ettari di terreno, 4.5 dei quali sotto la denominazione del Brunello. Le sue vigne si trovano sul versante nord e producono una quantità selezionata e limitata di uve di altissima qualità. Le origini dell’azienda risalgono agli anni ’20 ma la svolta arriva nel 1978 con Fabio Pellegrini, il babbo di Elena, che decise di convertire l’azienda puntando sulla coltivazione di importanti vitigni. La passione per la viticoltura era sfociata in qualcosa di ben più grande e importante.

Anche se pienamente impegnato in una carriera politica nelle relazioni internazionali, Fabio Pellegrini è stato lungimirante ed ha avuto ragione. Anche Elena ha fatto una scelta che guarda al futuro. “Cosa ho portato dalla mia precedente esperienza? La serietà. Mi sono rimessa in gioco, ho studiato agronomia, seguo tutti i passaggi dalla vigna fino al commerciale passando per la cantina e l’accoglienza. Siamo in tre, insieme a me c’è mio marito Marco e un dipendente”. Il “marchio di fabbrica” di Cerbaia si concretizza nella creazione di vini eleganti e perfettamente bilanciati con una produzione di circa 18.000 bottiglie. Elena ha mantenuto lo stile tradizionale e la stessa attenzione di suo padre nel portare avanti la filosofia produttiva di fare vino con interventi minimi, impegnandosi in pratiche sostenibili nei suoi vigneti e prodotti. E poi ci sono gli oliveti, circa 400 piante, che contribuiscono a fare di Cerbaia un piccolo paradiso naturale. “Babbo è un ‘visionario’, io sono più pratica ma i suoi insegnamenti restano. L’unicità del territorio è il punto di forza del Brunello. Dobbiamo saperlo raccontare, puntare sulla qualità qui è scontato, c’è un’identità ben riconoscibile che andrà sempre più valorizzata. Per il futuro vogliamo aumentare il giro della vendita diretta incrementando la parte legata all’accoglienza. Credo sia il modo migliore per far capire il lavoro che c’è dietro al Brunello”. La storia continua, e tra qualche anno toccherà anche all’ultimo arrivato, Cristian, scrivere nuove importanti pagine. Sì Elena, hai fatto proprio la scelta giusta.


