
Benvenuti a Montalcino, la patria del vino ma anche della biodiversità. In questa terra ci sono tesori tutti da scoprire e “da assaggiare”, compreso quel meraviglioso prodotto che è il miele, l’oro giallo di questa inimitabile collina. Che bellezza, soprattutto a primavera, scoprire questo universo di profumi e colori per un omaggio alla natura, ed ai suoi tempi, che si rinnova giorno dopo giorno. Montalcino vuole bene alle api, le sentinelle dell’ambiente, e proprio nella terra del Brunello c’è una produzione storica, e di assoluta eccellenza, di miele, alimento nobile ed antico, genuino e nutriente. Lo sa bene Fabio Tassi, imprenditore e dirigente dell’azienda Tassi, piccola ma molto dinamica realtà del territorio che prima ancora del Brunello, e degli altri vini “Made in Montalcino”, produceva miele. Lo fa anche adesso, perché le origini non si dimenticano. Le famiglie Tassi e Franci hanno infatti scritto pagine di storia del miele italiano e Fabio, in una delle zone più pregiate di Montalcino, ha deciso di rilanciare in grande installando nuovi alveari. Le api difendono la biodiversità dei territori e migliorano la qualità di ambiente e produzioni. Se un’ape sta bene vuol dire che anche l’ambiente gode di ottima salute e questo non può che migliorare la produzione di vino. In Italia tante cantine stanno pensando alle “api in vigna” come indicatori di qualità dei territori, Montalcino è stata tra i primi a farlo. “Le api fanno parte della mia famiglia da sempre. Adesso abbiamo un vigneto nuovo di circa un ettaro che abbiamo preso due anni fa, è molto particolare perché fatto ad anfiteatro e si trova in un posto molto bello, proprio davanti alla Tenuta Greppo di Biondi Santi. Le api sono fondamentali per l’equilibrio dell’ecosistema, puntiamo sul biologico e abbiamo tanti fiori. Sì, le api da noi trovano un ambiente ideale”.

L’azienda (che conta complessivamente 6 ettari con i vigneti che si trovano in 4 zone di Montalcino) è guidata dalla mamma di Fabio, Franca Franci e il suo cognome è uno dei più importanti quando si parla di miele. A Montalcino ogni anno a settembre si tiene il concorso intitolato a “Roberto Franci”, a lui è stata infatti dedicata una delle più importanti competizioni nazionali d’apicoltura a cui partecipano centinaia di addetti ai lavori da tutta Italia. “Il concorso porta il nome di mio zio – spiega Fabio Tassi – lui insieme a mio nonno hanno contribuito allo sviluppo dell’apicoltura non solo a Montalcino ma in tutta Italia. La nostra azienda è nata alla fine degli anni sessanta ed ha lavorato con nomi importanti dell’industria dolciaria e della grande distribuzione. Adesso abbiamo circa 150 alveari, la produzione a livello quantitativo varia di anno in anno, dipende dal clima. Realizziamo il famoso millefiori di Montalcino, il più richiesto, ma anche miele di sulla, castagno, acacia. Il miele non è un affare economico, i costi sono alti. Ma il ruolo delle api e la nostra passione per la biodiversità sono davanti a tutto”. Una diversità che abbraccia anche il vino e i vigneti dell’azienda Tassi alcuni dei quali guardano a posti straordinari come l’Abbazia di Sant’Antimo e il Castello di Velona. “Vinifichiamo in modo separato per ogni vigna – sottolinea Fabio Tassi – questo è un aspetto a cui teniamo molto, puntiamo ad ottenere diversità dai singoli vigneti”. La svolta con il vino è arrivata nel 2000 grazie alla lungimiranza di Giuseppe Tassi, il babbo di Fabio, e nel 2004 è uscito il primo Brunello dell’azienda con la produzione attuale che si attesta intorno alle 20.000 bottiglie. La crescita è stata rapida e non sono mancati gli investimenti come la nuova cantina, tutta in legno, i cui lavori sono terminati da poco. Le idee e le ambizioni ci sono, la passione pure: il futuro non potrà che essere “dolce”. Proprio come il famoso miele di Montalcino.


