Sbagliare la pronuncia del nome è facilissimo. Molto spesso, per un curioso gioco di accenti, si parla infatti di fattoria La Magìa anziché La Màgia, come invece è stata denominata all’origine quest’antica tenuta di Montalcino, documentata già nel Trecento come magione (da lì il nome), punto di ristoro per i viandanti e i pellegrini che percorrevano la Via Francigena. “In tantissimi sbagliano pronuncia, ma ci sono errori peggiori”, sorride il titolare, Fabian Schwarz, origini altoatesine e tedesche ma nato e cresciuto a Montalcino. E in effetti l’aria che si respira, con l’Abbazia di Sant’Antimo a due passi, è davvero magica, il che rende comprensibile la confusione di accenti. “Sono fortunato – aggiunge Schwarz – non solo per la bellezza ma anche per la posizione quasi unica. Una leggera ventilazione, poca umidità, un clima perfetto per l’agricoltura biologica”. La certificazione bio è arrivata nel 2012, quando Fabian ha rilevato l’azienda da suo padre Harald, che l’aveva acquisita nel 1979 grazie anche al contributo economico dei nonni, Herbert e Silvia. “Ma era già diverso tempo che lavoravamo in biologico, infatti la conversione è stata immediata, senza aspettare i tre anni”, dice Fabian.
La Magia è una tenuta che si estende su 52 ettari di terreno, dei quali 15 di vigneto in un appezzamento unico interamente iscritto a Brunello. Dalla zona più vecchia e più pregiata nasce il Brunello Ciliegio, che prende il nome del maestoso albero che identifica da lontano il vigneto. “Un progetto che nasce nel 2010, con la crisi economica che aveva raggiunto anche Montalcino. Al supermercato trovavi dei vini rossi austriaci più costosi del Brunello e allora mi sono detto: dobbiamo fare qualcosa. È nato questo vino, ricavato dalla migliore parte dell’azienda. Inizialmente facevamo 512 bottiglie, adesso ne produciamo 1.100”.
La cantina, costruita nel 1979 e ristrutturata vent’anni dopo, è energeticamente autosufficiente, grazie ad un sistema fotovoltaico installato nel 2008. “A Montalcino insieme ad Altesino siamo stati i primi”, aggiunge Schwarz, che ha studiato all’Istituto Agrario San Michele all’Adige – con cui collabora tutt’ora attraverso iniziative (estese anche alle Università di Pisa, Firenze, Torino e Trento) che ogni anno portano studenti europei a svolgere un periodo di tirocinio in azienda – ed è nato e cresciuto a Montalcino. “Il bello, specialmente per noi produttori più giovani, è che ci sentiamo cittadini del mondo. Montalcino è la base di partenza, ma viaggiando molto siamo legati ad ogni parte del globo”.
37 anni, sposato con Bianca Ferretti e padre di tre figli di 11, 8 e 4 anni, Fabian fa parte di quella “nouvelle vague” di giovani vignaioli con le idee chiare e lo sguardo aperto sul futuro. “Le generazioni precedenti erano composte da uomini e donne provenienti da ogni parte del mondo. Noi invece siamo nati qui, sentiamo una grande responsabilità ma siamo uniti, affiatati, ricerchiamo continuamente il miglioramento della qualità. È una gran fortuna per tutta Montalcino che ci sia questa generazione”.


